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        Materplus 1 30 Capsule

        17,00

        Materplus1 è un integratore alimentare a base di DHA, Acido L-5-Metiltetraidrofolico, Ferro, Vitamine e Sali minerali in grado di:

        • supportare lo sviluppo del sistema nervoso centrale e della funzione visiva del feto;
        • aumentare le concentrazioni di Folati nelle donne in gravidanza;
        • favorire la normale emopoiesi;
        • contribuire alla crescita dei tessuti materni e allo sviluppo del feto.

        Multicentrum Neo Mamma DHA 30 Compresse + 30 Capsule

        24,50
        Multicentrum Neo Mamma DHA è un integratore alimentare multivitaminico e multiminerale a base di Acido Docosaesaenoico (DHA) adatto alle donne che hanno partorito e sono in fase di allattamento.

        Piulatte Plus 14 bustine

        23,90
        Piùlatte è un integratore alimentare a base di SILITIDIL® (silybum marianum e fosfatidilserina) e Galega officinalis per un allattamento sereno e prolungato, ideale quando  la produzione del latte materno risulta o sembra insufficiente.

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        La fase dell’allattamento è molto importante sia per la mamma, che per il bambino: non solo aiuta a creare un forte legame tra i due, ma permette di fornire al piccolo tutto il nutrimento necessario affinché cresca sano e forte. CuraFacile seleziona i migliori integratori alimentari per allattamento con l’obiettivo di contribuire al benessere sia delle neo-mamme, che dei loro bambini attraverso formulazioni appositamente studiate e contenenti tutti gli elementi essenziali per vivere quest’esperienza unica nel migliore dei modi.

        Integratori alimentari per allattamento: composizione, come funzionano e a cosa servono

        Durante la fase dell’allattamento il fabbisogno energetico dell’organismo della mamma raddoppia, dato che anche il feto necessita di tutti i nutrimenti necessari per svilupparsi e crescere al meglio. Ecco perché l’assunzione di integratori alimentari appositamente pensati e realizzati può rivelarsi un valido supporto, grazie alla loro formulazione a base di:

        • Silybum marianum: in caso di carenza di latte al seno, ne aumenta la quantità disponibile;
        • Fosfatidilserina: riduce lo stress e migliora l’efficienza dell’allattamento;
        • Galega officinalis: è in grado di stimolare la formazione di latte materno donando supporto ai tessuti muscolari e connettivi della mammella. Al contempo, contribuisce alla circolazione delle ghiandole che, appunto, si occupano della produzione del latte stesso.

        Allattamento e fabbisogno energetico

        La produzione di 100 ml latte comporta, per ogni mamma, l’impiego di almeno 120 calorie; dato che un neonato consuma circa 700-800 ml di latte al giorno, ogni mamma investe almeno 800-900 calorie quotidianamente.

        Ecco perché è necessario che, in questa fase molto delicata, si presti attenzione ai cibi assunti, preferendo quelli ricchi di proteine ad alto valore biologico, vitamine e sali minerali.

        Al contempo, non devono assolutamente mancare alimenti contenenti calcio, Vitamina A, zinco e selenio. Si può mangiare qualunque cosa, ma alcuni cibi possono alterare il sapore del latte materno e bisognerebbe sempre evitare l’assunzione di tè e caffè.

        Bere è molto importante, almeno 2 litri di acqua al giorno, in modo da prevenire una netta disidratazione del corpo femminile e incentivare la produzione del latte al seno.

        Quando non si riesce a colmare le carenze con il cibo, subentrano gli integratori alimentari pensati appositamente non solo per il benessere delle mamme, ma anche e soprattutto per quelle dei nuovi nati.

        I benefici dell’allattamento

        Ancora oggi esistono numerose persone contrarie all’allattamento materno; in realtà, quest’ultimo consiste in un vero e proprio investimento nella salute del proprio bambino, dato che è in grado di favorirne un corretto sviluppo e di proteggerlo da tante malattie.

        Nello specifico, i principali vantaggi per la nuova vita sono:

        • riduzione dell’insorgenza di gastroenteriti
        • protezione dalle infezioni respiratorie
        • minore rischio di sviluppare allergie
        • miglioramento di vista e sviluppo psicomotorio
        • riduzione del rischio di occlusioni
        • migliore conformazione della bocca
        • protezione dalle otiti
        • riduzione del rischio di diabete e di tumori del sistema linfatico

        I vantaggi sono previsti anche per la mamma, dato che l’allattamento:

        • è totalmente gratuito
        • è pratico, dato che il latte è sempre pronto all’uso e alla giusta temperatura
        • stimola le contrazioni naturali dell’utero contribuendo alla riduzione del sanguinamento post partum e spingendo l’utero stesso a ritornare alle sue dimensioni originali più velocemente
        • aiuta a perdere i kg accumulati durante la gravidanza
        • evita l’insorgere dell’osteoporosi e di alcune forme di tumore al seno e all’ovaio

        Problemi dell’allattamento e rimedi

        Se, da una parte, l’allattamento al seno comporta una serie di vantaggi e benefici sia per la mamma, che per il bambino, dall’altra la prima si trova spesso a che fare con alcuni disturbi e disagi che, spesso, non è in grado di fronteggiare.

        I principali malesseri legati all’allattamento sono: 

        Dolore al capezzolo

        Il dolore al capezzolo è il malessere più riscontrato da tutte le neo mamme che decidono di allattare il proprio neonato. Solitamente, l’allattamento non è causa di dolore, ma sentire un lieve fastidio al capezzolo (soprattutto durante le prime settimane) è assolutamente normale.

        Se si presentano delle piccole lacerazioni (ragadi) probabilmente è a causa del fatto che il neonato si attacchi in modo scorretto al seno e sarà opportuno correggerlo, oltre che applicare sopra le ferite una sostanza grassa ed emolliente come la lanolina; se, invece, il capezzolo continua a essere irritato e indolenzito a lungo, si potrebbe trattare di un problema più serio come una micosi e sarà necessario l’intervento del pediatra e di una terapia specifica.

        Latte insufficiente

        Può capitare che, alcune mamme, non riescano a produrre latte sufficiente per sfamare i loro neonati. Potrebbe trattarsi di un problema momentaneo legato a un ritardo della montata lattea, quindi il segreto sta nel perseverare e continuare a far attaccare il neonato al seno. Se proprio non dovesse funzionare, allora si potrà incrementare il pasto con del latte artificiale.

        Capezzolo piatto o rientrante

        Le mamme che hanno dei capezzoli poco sporgenti possono avere difficoltà nell’allattare i propri piccoli, quindi potrebbe essere utile utilizzare un tiralatte poco prima di allattare.

        Intasamento dei dotti galattofori o ingorgo mammario

        In caso di dotto intasato, si può notare una piccola protuberanza morbida del seno che, solitamente, deriva da una suzione inefficace e, quindi, incapace di svuotare il seno o di poppate troppo distanziate tra loro; altre volte, invece, può essere causato dalla pressione dei vestiti o da oggetti posizionati sul seno.

        In caso di ingorgo mammario bisognerebbe allattare con più frequenza e cambiare spesso la posizione del bambino. Può tornare utile applicare degli impacchi caldi ed effettuare dei massaggi sulla zona interessata.

        Mastiti

        La mastite al seno si presenta con arrossamenti causati da infezioni o infiammazioni. Le cause scatenanti principali risiedono nell’ingorgo mammario, quindi si può rimediare allo stesso identico modo, ovvero attaccando frequentemente il neonato. Se insorgono febbre o altri sintomi influenzali, meglio contattare il pediatra.

        Ragadi

        Le ragadi consistono in piccoli tagli del capezzolo e sono generalmente causati da una posizione scorretta del bambino. Possono procurare molto dolore, che può essere alleviato proprio allattando il neonato e lavare i capezzoli subito dopo ogni poppata, lasciandoli asciugare all’aria.

        In questi casi, meglio evitare l’uso di coppette assorbilatte, dato che trattengono eccessiva umidità e, in caso di dolore estremo, ricorrere a un tiralatte.

        Mughetto

        Infine, il mughetto è un’infezione derivante da un fungo che il neonato può contrarre durante il parto o i primi mesi di vita. Il principale sintomo risiede in un leggero dolore durante la poppata, con capezzoli irritati che provocano bruciore prolungato. Una pomata specifica può sicuramente aiutare a lenire il malessere e ad accelerare il processo di guarigione.