Integratori alimentari per il sonno

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Dormire bene è il modo migliore per fare scorta delle energie necessarie per affrontare al meglio la giornata. Per ridurre i tempi richiesti per addormentarsi e per evitare risvegli notturni, CuraFacile seleziona i migliori integratori alimentari per il sonno a base di melatonina, valeriana, passiflora e vitamine, utili anche per equilibrare il ritmo sonno/veglia e contribuire al normale funzionamento energetico. Riposare è una delle attività quotidiane più importanti e non occorrono pillole per dormire: dai un’occhiata ai nostri integratori. Sul nostro shop online trovi gocce, compresse e pastiglie per dormire.

Integratori alimentari per disturbi del sonno: composizione, come funzionano e a cosa servono

I disturbi legati al sonno possono essere diversi e causare disagi differenti: difficoltà ad addormentarsi, risvegli notturni, sonno irrequieto, insonnia. I sintomi possono essere passeggeri o persistenti, ma possono essere combattuti attraverso il supporto del proprio medico di fiducia e di integratori alimentari a base di:

  • Melatonina: è un ormone prodotto dal corpo che aiuta a mantenere e a ristabilire il corretto equilibrio sonno/veglia;
  • Teanina: favorisce il rilassamento senza interferire con attenzione e concentrazione e migliora la qualità del sonno, soprattutto se associata a estratti di piante con azione sedativa e rilassante;
  • Valeriana: possiede proprietà calmanti, quindi aiuta a gestire gli stati di agitazione e i disturbi del sonno, riducendo il tempo necessario ad addormentarsi e migliorando la qualità del sonno stesso;
  • Melissa: ha un effetto sedativo, quindi può calmare gli stati d’ansia, anche quando accompagnati da malesseri legati all’apparato gastrointestinale e a trattare l’insonnia;
  • Estratto di Papavero: se associato alla melatonina, favorisce l’addormentamento e contrasta i risvegli notturni;
  • Estratto di Passiflora: sia da solo, che in associazione con altre piante medicinali, contribuisce nel trattamento dei disturbi del sonno e aiuta a risvegliarsi più riposati;
  • Zinco: si ipotizza che raggiunga compartimenti specifici del sistema nervoso centrale promuovendo la stimolazione del sonno;
  • Selenio: favorisce la protezione delle cellule dallo stress ossidativo e, accompagnato dalla melatonina, a ridurre i disturbi del sonno;
  • Camomilla: ha potere calmante, rilassante e lenitivo, molto utile per favorire il rilassamento e aiutare a dormire meglio;
  • Lavanda: aiuta ad alleviare lo stress e a conciliare il sonno.

Assumere questi elementi prima di andare a dormire è sicuramente un incentivo per ridurre i tempi richiesti dall’addormentamento, i risvegli durante la notte e gli stati di ansia.

Cosa sono i disturbi del sonno

Per disturbi del sonno si intendono molteplici sintomi, dall’incapacità di dormire a un’eccessiva sonnolenza notturna. Tra questi due estremi si posizionano altri sintomi molto diffusi, come i sogni a occhi aperti, le allucinazioni ipnagogiche, la paralisi del sonno oltre che le dissonnie e le parasonnie.

Tutti questi aspetti possono influire negativamente sulla vita quotidiana, causando cali dell’attenzione, difficoltà di concentrazione e memoria, ansia, depressione e stanchezza cronica.

Disturbi del sonno: cause, sintomi e rimedi

L’insonnia è sicuramente il disturbo del sonno più frequente, ma non è di certo l’unico. Tra le cause principali si riscontrano:

  • disturbi dell’umore
  • depressione
  • ansia
  • sindrome delle gambe senza riposo
  • malattie sistemiche
  • disturbi della tiroide
  • scompenso cardiaco
  • ipertensione arteriosa
  • caffè
  • alcool
  • nicotina
  • cibi pesanti
  • attività sportiva serale

Al contempo, le principali conseguenze dell’insonnia sono:

  • astenia
  • disturbi dell’attenzione
  • sonnolenza diurna
  • disturbo dell’umore
  • ansia
  • irritabilità

Sulla base dei sintomi, i disturbi del sonno vengono classificati come insonnie, ipersonnie, parasonnie e disturbi del ritmo sonno-veglia.

Insonnia

Letteralmente, significa “mancanza di sogni”: infatti, coloro che ne soffrono non riescono a prendere sonno o a dormire per un numero sufficiente di ore e, di conseguenza, sono incapaci di sognare.

L’insonnia può essere intermittente, quindi caratterizzata da risvegli frequenti, oppure terminale, ovvero precoce e causa dell’incapacità di riprendere sonno. Inoltre, se dura solo per pochi giorni viene definita transiente; se, invece, persiste a lungo, allora si trasforma in cronica.

Quest’ultima comporta il cosiddetto “debito di sonno”, cioè un accumulo di ore di sonno arretrato che incide negativamente sulle funzionalità fisiche e mentali. Di conseguenza, ne risentono attenzione, memoria e umore, ma anche a livello fisico si possono riscontrare disagi quali ipertensione arteriosa, diabete e obesità.

Ipersonnia

L’ipersonnia è l’opposto dell’insonnia, infatti consiste in un’eccessiva sonnolenza diurna caratterizzata da alcuni momenti di vero e proprio sonno.

Si può parlare di ipersonnie primarie e secondarie:

Ipersonnie primarie

Comprendono l’ipersonnia idiopatica, ovvero un’alta tendenza ad addormentarsi senza, però, che il sonno porti alcun sollievo al soggetto colpito e la narcolessia (o malattia del sonno), che prevede un’alterazione dei centri nervosi per la regolazione del ritmo sonno-veglia. Questa può essere accompagnata da cataplessia, una perdita delle forze tale da non essere in grado di rimanere in piedi a seguito di forti emozioni, da allucinazione ipnagogiche, molto simili ai sogni a occhi aperti e da paralisi del sonno, che si manifestano generalmente prima di addormentarsi e subito dopo il risveglio;

Ipersonnie secondarie

Le cause possono risiedere in stati tossico-metabolici (come l’uremia), in affezioni gravi del cervello (tumori, disturbi vascolari) o in disturbi psichiatrici, così come nell’abuso di sostanze o formaci. Le ipersonnie secondarie possono essere, a loro volta, cause di ulteriori disturbi:

  • Sindrome delle gambe senza riposo: comporta un malessere derivante da un’elevata irrequietezza motoria delle gambe, causata dal tentativo di liberarsi da brividi e formicolii, che impediscono al soggetto di addormentarsi;
  • Sindrome delle apnee notturne: può derivare da una patologia ostruttiva bronchiale, oppure manifestarsi nel momento in cui il sistema nervoso centrale interrompe lo stimolo del respirare; in questo modo, il soggetto è praticamente costretto a svegliarsi per poterlo fare e, di conseguenza, avvertirà particolarmente sonno durante il giorno.

Parasonnie

Le parasonnie comprendono un gran numero di disordini del sonno, solitamente legati alla fase REM e caratterizzati da risvegli di soprassalto. Questo può essere causato da un incubo o da episodi di sonnambulismo.

Disturbi del ritmo sonno-veglia

Infine, i disturbi del ritmo sonno-veglia concludono il ventaglio dei disordini del sonno. I due aspetti costituiscono le variazioni circadiane, abitualmente sincronizzate in 24 ore da oscillatori interni, ossia strutture nervose che risentono dei fattori ambientali esterni. Quando si è completamente isolati, ad esempio, i sincronizzatori ambientali si annullano, quindi gli oscillatori interni cominciano ad assumere ritmi diversi da quello solito delle 24 ore, interferendo anche sul ritmo sonno-veglia. Di conseguenza, il soggetto non è più in grado di dormire quando vuole o quando dovrebbe.

A fronte dei disturbi finora elencati, il rimedio migliore sta nel risalire alla causa scatenante e agire di conseguenza. Prima di iniziare una vera e propria terapia farmacologica, si può optare per qualche accorgimento utile:

  • andare a dormire a alzarsi sempre alla stessa ora, anche nel fine settimane e in vacanza;
  • evitare di guardare la televisione o mangiare in camera da letto;
  • ridurre il consumo di nicotina, caffeina e alcool;
  • svolgere regolare attività fisica, ma non durante le 3-4 ore prima di coricarsi;
  • esporsi quotidianamente alla luce del sole e all’aria aperta, in modo da favorire il ritmo circadiano.