L’allattamento rientra a pieno titolo tra le fasi più belle e delicate della vita di una donna che decide di diventare madre; si tratta di un legame tanto fisico, quanto sentimentale tra mamma e figlio, un momento di totale condivisione che permette di apportare all’organismo del neonato tutti gli elementi nutritivi necessari per svilupparsi e crescere al meglio.

Uno dei dilemmi principali che attanaglia ogni neo-mamma è: cosa posso o non posso mangiare? Dopo la dieta in gravidanza, infatti, arriva anche la dieta in allattamento, che suggerisce quali alimenti è possibile consumare e quali invece bisognerebbe completamente escludere o evitare. Sono davvero tante le credenze popolari che spingono le mamme a compiere scelte spesso sbagliate, anche perché ogni bambino è diverso, così come è diversa ogni singola esperienza.

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Ci sono mamme, ad esempio, che decidono di allattare i propri figli anche oltre i 2 anni; in questi casi sarebbe impensabile eliminare totalmente degli alimenti, perché andrebbe contro l’interesse sia delle madri, sia dei bambini.

Il modo migliore di comportarsi, quindi, è di ascoltare le richieste del bambino, evitando diete drastiche che vanno a eliminazione, e di seguire un’alimentazione sana ed equilibrata che possa giovare alla salute di entrambi.

Quali diete evitare

I bambini, attraverso l’allattamento, ottengono l’apporto nutrizionale necessario per crescere sani e forti. Di conseguenza, le mamme dovrebbero stare alla larga da diete drastiche o che tendono a escludere troppi alimenti, dato che priverebbero i propri figli di nutrienti fondamentali per il loro corretto sviluppo. Ecco qualche esempio:

  • diete ipocaloriche: sono quelle suggerite generalmente per perdere peso, quindi conferiscono meno energia all’organismo. Niente di più sbagliato, considerando che in allattamento bisognerebbe consumare almeno 450-500 kcal al giorno in più rispetto al normale. Da evitare, quindi, tutti i cibi dietetici dimagranti come barrette, frullati e alimenti sostitutivi dei pasti;
  • diete che riducono i pasti: le neo-mamme devono mangiare 6 volte al giorno, distribuendo al meglio le calorie, in modo da favorire la produzione di latte;
  • diete che eliminano frutta e verdura: si tratta di alimenti ricchi di acqua, potassio, vitamina A, C, K e acido folico e non assumerli sarebbe semplicemente impensabile;
  • diete che eliminano i semi: soprattutto quelli a base di amido non solo apportano energia, ma soddisfano il fabbisogno di vitamine del gruppo B, magnesio e selenio;
  • diete che escludono alimenti di origine animale: è proprio da pesce, carne, uova, latte e derivati che provengono le maggiori quantità di proteine, grassi polinsaturi e zinco. La carne fornisce grandi dosi di ferro biodisponibile e vitamine del gruppo B, il pesce è ricco di iodio, vitamina D e omega-3, il latte apporta calcio, fosforo e vitamina A;
  • diete che eliminano i condimenti di origine grassa: l’olio extravergine di oliva, così come altri oli vegetali, è una valida fonte di vitamina E.

In sintesi, la regola è una sola: non bisogna mai seguire una dieta che si basa sull’esclusione di determinati alimenti. Al massimo, si può valutare di limitarne semplicemente il consumo quotidiano/settimanale.

Cibi tossici per il bambino

I bambini appena nati hanno un apparato digerente talmente delicato da poter essere facilmente compromesso da alcuni alimenti consumati normalmente dagli adulti. Questo perché determinati cibi potrebbero rilasciare alcune tossine nel latte, più o meno nocive, soprattutto se si tratta di prodotti di dubbia provenienza come:

  • funghi: con i funghi bisogna stare sempre attenti, non soltanto in fase di allattamento, ma in questo caso le tossine potrebbero arrivare nel latte ancora prima che la madre possa manifestare eventuali sintomi;
  • frutta e verdura: le coltivazioni autonome non vengono controllate, quindi non è dato sapere se i terreni e le acque utilizzati siano contaminati o meno. Inoltre, i prodotti potrebbero contenere dosi eccessive di diossine, nitrati e nitriti, metalli pesanti e pesticidi;
  • uova, latte, carne e pesce: anche in questo caso, gli animali provenienti da allevamenti domestici, cacciati o pescati non vengono analizzati e potrebbero essere portatori di parassiti;
  • alimenti confezionati: un loro consumo eccessivo potrebbe portare all’abuso di additivi;
  • alcolici: l’alcol contamina facilmente il latte, quindi bisognerebbe evitarlo, soprattutto durante la poppata. Sono concessi 2 bicchieri di vino rosso al giorno, da consumare durante i pasti;
  • alimenti ricchi di nervini: si tratta di caffè, tè fermentato, ginseng, cacao, guaranà ed energy drink che contengono grandi quantità di sostanze eccitanti.

La lista sembra infinita e impossibile da seguire alla lettera, ma con la giusta attenzione e tanta buona volontà sarà difficile sbagliare! E in ogni caso, uno sgarro ogni tanto è pur sempre concesso.

Cibi non graditi al bambino

Potrebbe capitare che, nonostante si segua un’alimentazione corretta, equilibrata e abbastanza variegata, il bambino si rifiuti di mangiare, perda peso o si infastidisca durante l’allattamento.

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Ogni neonato è diverso, quindi i cibi che piacciono a uno non è detto che possano piacere a un altro, ma ci sono dei segnali molto comuni che possono rivelarsi campanelli d’allarme che indicano un intoppo nella dieta della madre:

  • vomito;
  • diarrea;
  • eczema;
  • sangue nelle feci;
  • orticaria;
  • respiro sibilante;
  • stipsi;
  • gas eccessivo.

Questi sintomi possono indicare un’allergia o un’intolleranza a uno o più alimenti presenti nella dieta materna, che dovrà essere quindi rivista e riequilibrata andando a esclusione.

Tendenzialmente, i bambini sono abbastanza abituati ai sapori degli alimenti preferiti della mamma, dato che ne traggono nutrimento per ben 9 mesi. In fase di allattamento, quindi, se il latte cambia sapore non è male, dato stimola i sensi del bambino e lo conduce pian piano allo svezzamento.

Detto questo, è statisticamente provato che la maggior parte dei neonati non tollera il gusto di determinati alimenti quali:

  • fragole;
  • kiwi;
  • spezie come cannella, curry, aglio e peperoncino;
  • agrumi come limone, arance, pompelmi e lime;
  • verdure come cavolo, cavolfiore, cipolla, cetrioli, broccoli e peperoni;
  • frutti con azione lassativa come prugne e ciliegie.

Alcuni cibi, poi, potrebbero favorire la formazione di gas in eccesso nel bambino, scatenando fastidiosissime coliche. Si tratta di:

  • carciofi;
  • broccoli;
  • cavoli;
  • cipolla e aglio crudi;
  • verdure amare;
  • spezie molto forti come curcuma e peperoncino.

Considerando che la fase dell’allattamento, prima o poi, volgerà al termine, è possibile fare un piccolo sacrificio evitando di consumare questi alimenti per qualche mese.

Al contempo, a ogni mamma è consigliata l’assunzione di integratori alimentari per l’allattamento, che possano favorire la produzione di latte e, al contempo, l’apporto di sostanze nutritive fondamentali per la sua salute e quella del bambino. Parlare con il proprio ginecologo può aiutare a trovare la soluzione più adatta, da associare a un’alimentazione corretta e a uno stile di vita sano e adeguato.

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