Integratori alimentari per la digestione

Agpeg Esse 15 bustine da 10 g

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Bilixir 240 ml

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Biochetasi Acidità e Digestione Limone 20 compresse masticabili

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Biochetasi Reflusso Arancia 20 stick

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Depuressiac senza glutine 200 ml

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Enterogermina Gonfiore Bustine

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Enterosgel 225 g Sospensione Orale

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Una cattiva digestione, correlata da numerosi disturbi come nausea, senso di vomito e gonfiore addominale, spesso deriva da un’alterazione della flora batterica intestinale causata, a sua volta, da un’alimentazione scorretta, terapie antibiotiche o periodi di forte stress. Gli integratori alimentari proposti da CuraFacile contengono probiotici, fermenti lattici, vitamine e altri elementi fondamentali in grado di restituire all’organismo il giusto equilibrio e prevenire una precoce ossidazione delle cellule.

Integratori alimentari per cattiva digestione: composizione, come funzionano e a cosa servono

I problemi legati alla fase digestiva sono molto più comuni e diffusi di quanto si possa immaginare. Dato che le cause possono essere diverse e di svariata natura, sono numerosi i soggetti che riscontrano non poche difficoltà a digerire i pasti al meglio, evidenziando sintomi e disturbi che, a lungo andare, possono diventare cronici.

Per alleviare il malessere e agevolare la fase digestiva, gli integratori alimentari per lo stomaco possono essere un valido aiuto, soprattutto se la loro formulazione è a base di:

  • Acido citrico: regola l’attività gastrica e ha funzione protettiva contro infezioni e formazione di calcoli renali;
  • Sodio bicarbonato: se sciolto in acqua, il bicarbonato di sodio genera una soluzione lievemente basica in grado di contrastare i disturbi digestivi e un’eccessiva acidità di stomaco;
  • Fermenti lattici vivi: chiamati anche “batteri probiotici”, si trovano normalmente nel microbiota e consistono in batteri benefici capaci di digerire lo zucchero lattosio attraverso il quale producono l’acido lattico, indispensabile per mantenere un buon equilibrio della flora batterica intestinale;
  • Vitamine Gruppo B: favoriscono l’assorbimento degli amidi e degli zuccheri e, al contempo, stimolano l’appetito, danno energia e aiutano non solo la digestione, ma anche le normali funzionalità di fegato e cuore;
  • Zenzero: aiuta la digestione tramite l’aumento del tono della muscolatura gastrica e contribuisce alla secrezione saliva, a una corretta formazione dei succhi gastrici e allo svuotamento dello stomaco;
  • Melissa: è particolarmente indicata per contrastare l’ansia che, a sua volta, provoca colon irritabile, gastrite, nausea, vomito, mal di testa e tachicardia;
  • Carciofo: favorisce la digestione grazie alle sue proprietà eupeptiche, coleretiche e colagoghe;
  • Finocchio: aiuta a contrastare gonfiori, pesantezza post-pasto, aerofagia e nausea;
  • Liquirizia: incentiva il transito dei cibi nello stomaco e nell’intestino, riduce il senso di pesantezza e favorisce la peristalsi.

Generalmente, questo tipo di integratore va assunto prima o dopo i pasti, in modo da prevenire l’insorgere del disturbo o semplicemente per agevolare la digestione a fine pasto.

Cos’è la cattiva digestione

La dispepsia, o cattiva digestione, è un disturbo che si manifesta con una vasta gamma di sintomi, talmente vari che spesso sono di tipo aspecifico, cioè associabili a innumerevoli possibili disturbi, se non a nessun disturbo specifico o riconoscibile.

Nel primo caso si ha a che fare con la dispepsia organica, che viene curata in base alla causa evidenziata da una diagnosi medica; nel secondo caso, invece, si tratta di dispepsia funzionale, la cui gestione si rivela abbastanza complicata, dato che non si ha una causa vera e propria. Si inizia, quindi, nel modificare la dieta e lo stile di vita, associando farmaci e/o integratori alimentari per facilitare la digestione e allentare ansia e tensione e, procedendo a tentoni, si cerca di trovare la strada migliore.

Cattiva digestione: cause e conseguenze

Le principali cause di dispepsia persistente, come accennato, possono essere ricondotte a:

  • gastrite
  • reflusso gastroesaofageo
  • infezione da Helicobacter pylori
  • ulcera gastrica o duodenale
  • esofagite
  • stitichezza
  • calcoli alla cistifellea
  • ostruzione delle vie biliari
  • alterazioni delle funzionalità di fegato o pancreas
  • pancreatite cronica
  • sindrome del colon irritabile
  • alterazione della motilità gastrointestinale
  • riduzione dell’irrorazione sanguigna dell’intestino
  • celiachia
  • intolleranze alimentari
  • tumore allo stomaco
  • infezione gastroenterica

Ci sono, inoltre, alcune fasi della vita (soprattutto nel mondo femminile) durante le quali si è più soggetti a dispepsia, come in gravidanza o in menopausa; in questi casi, infatti, il corpo è costretto ad affrontare radicali cambiamenti a livello ormonale, che possono incidere notevolmente sul sistema digerente.

Per quanto riguarda i sintomi, invece, sono variabili e ogni soggetto colpito da dispepsia può riscontrarne diversi, spesso associati tra loro. Quelli più evidenti sono sicuramente:

  • senso di sazietà precoce
  • gonfiore addominale
  • fastidio gastrico (peso sullo stomaco)
  • nausea
  • bruciore di stomaco
  • eruttazioni
  • riguargito
  • pancia gonfia
  • meteorismo
  • flatulenza

Se si tratta di disturbi fastidiosi durante il giorno, di notte possono diventare davvero insopportabili, dato che la posizione sdraiata non agevola il deflusso del cibo e dei succhi gastrici. Ecco perché si consiglia di non coricarsi subito dopo aver mangiato.

Una valida terapia medica, a seguito di accertamenti che possano aiutare a scovare la causa del disturbo, accompagnata dall’assunzione di integratori alimentari sono in grado di facilitare il processo di guarigione e contribuire ad alleviare sintomi e dolori persistenti.